luglio 14, 2015 - Citroen

Visa Chrono: Divertimento Sportivo

È entrato a far parte del parco stampa di Citroën Italia un altro “pezzo” importante dell'heritage del Marchio. È la Visa Chrono, modello che negli anni Ottanta conquistò in tutta Europa una intera generazione di giovani che sognavano una vita da pilota. 

L'esemplare del parco stampa è il 102esimo dei 400 messi a suo tempo a disposizione del nostro mercato da Citroën. Fu immatricolato a Ravenna nel febbraio del 1983 ed, oggi, dopo un attento e documentato restauro, è tornato a nuova vita, pronto a far riscoprire ai “piloti” d'oggi emozioni sopite da tempo .

Nata per emozionare

La Visa Chrono nasce ufficialmente il 24 marzo 1982 come serie speciale di soli 1000 esemplari - riservati esclusivamente al mercato francese -  ispirati alla Visa Trophée, la  “Gruppo B” costruita da Citroën in 200 esemplari (come previsto dal regolamento della Federazione automobilistica internazionale) per le competizioni rallistiche. 

Dalla “sorella” la Chrono ereditava certe personalizzazioni esterne ed il cruscotto di ispirazione sportiva. Erano di serie i fendinebbia anteriori, i cerchi in lega leggera dipinti in Blanc Meije (come il corpo vettura), i sedili profilati ed una strumentazione completa, di “taglio” anch'essa decisamente sportivo.

Quelle prime mille Visa Chrono furono dotate di un 1360 cc da 93 cavalli, accoppiato ad una trasmissione a 5 marce di serie, capace di spingere la vettura (pesante 850 chili) a 173 km/h e di farla accelerare da 0 a 100 orari in 10 secondi e due decimi.

Strisce colorate spiccavano sul cofano motore, sulle fiancate, sulla coda. I colori? Quelli della bandiera francese: blu e rosso su fondo bianco.

Per l'anno modello 1983, in considerazione del successo riscosso dalla prima serie, furono prodotte altre 1650 destinate a Francia, Germania, Austria, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera. E, naturalmente, Italia, dove, a partire dall'aprile del 1983, sbarcarono 400 esemplari, numerati da 001 a 400 e con le bande laterali in rosso e verde su campo bianco.

Infatti, tutte le Chrono furono personalizzate nelle tinte dei Paesi di destinazione: bianco, rosso e blu per la Francia; bande laterali nere, rosse e gialle per la Germania; rosse e bianche per l'Austria; nere, gialle e rosse per il Belgio; rosse e blu per l'Olanda; rosse e nere per la Svizzera.

Anche le motorizzazioni erano diverse in funzione dei mercati: 93 cavalli per la Francia, 80 (il motore della Visa GT) per tutti gli altri Paesi, eccetto che per la Svizzera, dove la potenza scendeva a 72 cavalli a causa delle severe norme antinquinamento in vigore all'epoca in quel Paese.

Il prezzo? In Italia una Visa Chrono costava 10.403.000 lire. La livrea sportiva, la guida estremamente piacevole e divertente, unita alle caratteristiche di abitabilità e comfort tipiche della piccola Citroën ne fecero subito un best seller ed i 400 esemplari andarono rapidamente esauriti.

Divertente. Se c'è un aggettivo adatto a descrivere questa Visa tornata a correre sulle strade italiane, è proprio questo: divertente. 

Fu concepita più di trent'anni fa per far divertire giovani e meno giovani, per far scoprire la velocità e per portare la famiglia in gita, per dare a tutti comfort e sicurezza, con l'inconfondibile stile Citroën. Il tutto a costi ragionevoli.

Principali caratteristiche tecniche

Motore: anteriore trasversale, 4 cilindri in linea con monoblocco in lega leggera, 1360 cc (alesaggio e corsa 75 x 77 mm), rapporto di compressione 9,3:1, potenza max. 80 CV a 5800 g/m, coppia max 10,9 kgm a 2800 g/m. Trasmissione: trazione anteriore, frizione monodisco a secco, comando meccanico; cambio meccanico a cinque marce + RM. Corpo vettura: berlina 2 volumi – 5 porte, scocca portante con telaietto ausiliario anteriore in acciaio; avantreno a ruote indipendenti (schema McPherson), ammortizzatori idraulici e barra stabilizzatrice; retrotreno a ruote indipendenti, ammortizzatori idraulici bracci longitudinali, molle elicoidali e barra stabilizzatrice; freni anteriori a disco, posteriori a tamburo. Dimensioni e masse:  passo 2,426 m, lunghezza 3,69 m, larghezza 1,526 m (carreggiata ant. 1,302 m; carreggiata post. 1,251 m), altezza a vuoto 1,398 m, peso (a vuoto, in ordine di marcia) 830 kg. Prestazioni: velocità max. 168 km/h.

Il restauro

Trovare una Chrono in buone condizioni non è stato certo facile. I tanti anni trascorsi dalla commercializzazione, l'uso fatto nel tempo di queste auto, spesso impegnate nelle competizione e le varie campagne di rottamazione hanno cancellato gran parte di queste Visa dalle strade italiane.

Alla fine, una (la numero 102 di 400) è stata trovata presso un'officina Citroën di Siena. 

La vettura si presentava piuttosto bene, ma la ruggine, il più temuto dei nemici delle automobili d'epoca, aveva già colpito e l'aveva fatto in maniera poco apparente, specie sotto alle minigonne in plastica ed all'interno dei passaruota.

Il restauro è stato affidato all'esperto Moreno Tassinari, per moltissimi anni riparatore autorizzato Citroën e grande appassionato della Visa.

Nella sua officina di Sesto Imolese, la Chrono n. 102 è stata smontata sino all'ultimo bullone, per le necessarie verifiche ed eventuali sostituzioni. A partire dal collegamento al suolo, che ha richiesto nuovi ammortizzatori, bracci di sospensione, persino il rifacimento degli attacchi del ponte posteriore che erano seriamente intaccati dalla corrosione.

Il motore, invece, si è rivelato in condizioni migliori rispetto al previsto e l'intervento di Moreno Tassinari è stato limitato ai materiali di consumo - come la cinghia distribuzione ed il complessivo frizione – e ad una regolata generale alle punterie. 

Lavoro completato da una eccellente regolazione dei due carburatori a doppio corpo Solex che alimentano il motore a quattro cilindri di 1360cc.

La corrosione che aveva minato la scocca è stata completamente eliminata, con un complesso risanamento della scocca teso a salvare quanto più possibile della vettura originale senza tuttavia eccedere nel riporto di nuovo metallo, sia per non appesantire la vettura sia per non aumentare le zone di rigidità non previste nel progetto originale.

Anche le decorazioni sono state ricostruite fedelmente, con un kit di adesivi che riproduce quelle d'origine per il mercato del nostro Paese. 

Il 23 giugno, dopo cinque mesi di lavoro, la Visa Chrono n. 102 era finalmente pronta ed ha potuto fare i primi giri di prova attorno all'officina di Moreno  e poi sino all'autodromo di Imola, ad una decina di chilometri di distanza.

Prova superata a pieni voti: i freni, nuovi, potenti ed efficienti, le sospensioni (più rigide della Visa di serie) si sono mostrate all'altezza del compito e la tenuta di strada eccellente.

CITROËNVISA: INVECE DELL’AUTO

Quello del titolo fu lo slogan scelto nel marzo del 1979 per il lancio in Italia della Citroën VISA, la vettura che “si integra naturalmente tra bassa gamma e quella delle GS”, andando così a completare l'offerta di Citroën per il cliente europeo.

Nettamente più “convenzionale” rispetto alle AMI8 che andava a sostituire (a loro volta derivate dall'AMI6 del 1961), la VISA aveva un aspetto decisamente moderno senza rinunciare a scelte stilistiche tipicamente Citroën, come le ruote posteriori parzialmente carenate, l'ampia finestratura con parabrezza panoramico ed un inedito scudo paraurti anteriore realizzato in plastica, che incorporava anche la calandra.

Quattro porte, altrettanti posti (che diventavano cinque nella versione più potente) ed un comodo portellone che consentiva, ribaltati i sedili posteriori, di caricare quasi 700 dm3 di ingombranti bagagli.

Il posto di guida, disegnato dal geniale Michel Harmand - autore delle plance di bordo di SM, GS, CX, GSA e BX - presentava per la prima volta il “satellite”, ovvero un comando multifunzionale posto alla sinistra del posto di guida e che consentiva al conducente di azionare i principali dispositivi (frecce, fari e tergi) senza staccare le mani dal volante che ovviamente era monorazza. Un secondo “satellite” a destra del volante conteneva i comandi del riscaldamento, mentre i pulsanti secondari erano raggruppati tra gli strumenti ed il volante.

La plancia, imbottita e decorata con un motivo a nido d'ape, era decisamente “space-age” e la pubblicità ne fece immediatamente tesoro, mostrando la VISA come un'astronave a cinque porte 

Le novità non finivano qui, ma proseguivano sotto al cofano motore, dove le tre versioni di lancio offrivano due diversi propulsori: per VISA Club e VISA Spécial, era previsto un inedito motore bicilindrico, ispirato nella sua architettura generale a quello della storica 2CV/Dyane/AMI8, ma decisamente rinnovato nelle tecnologie e nei materiali. 

Più silenzioso, potente e generoso quanto a coppia e facilità di ripresa, era dotato di un albero motore su tre supporti di banco (contro i due delle versioni precedenti) e di una innovativa centralina di accensione elettronica. La cilindrata leggermente superiore (652cc in luogo dei precedenti 602) consentiva una potenza massima di 36 cavalli a 5500 giri/minuto, sufficienti per far filare la VISA a quasi 130km/h.

La versione VISA Super, invece, proponeva il motore a 4 cilindri da 1124cc per 44 cavalli, derivato da quello della Peugeot 104.

Citroën VISA: colore e stupore

Le tinte scelte per il lancio erano decisamente seventies: le auto delle foto stampa erano giallo intenso (jaune mimosa) per la VISA Spécial, verde mela (vert reinette) per la VISA Club e marrone (brun vesuve) per la VISA Super. Anche gli abbinamenti non passavano inosservati: sgargianti pois per le VISA Club e Spécial e pied de poule per la Super! Pannelli porta, plancia e rivestimento del tetto erano intonati a carrozzeria e sedili. 

Gli inizi furono un po' difficili per  un'auto così innovativa, così un anno e mezzo dopo Georges Falconnet, all'epoca direttore di Citroën, chiese al carrozziere Heuliez di rivedere certe soluzioni forse un po' ardite, come lo scudo paraurti anteriore. Nacque così la VISA II, rivista negli elementi plastici esterni e con una verniciatura che ne esaltava le finestrature. 

A questo punto, i clienti non si fecero desiderare e nel giro di pochi mesi le vendite raddoppiarono e la VISA divenne un vero best-seller.

Nel frattempo, accanto alle versioni bicilindriche che continuarono la loro carriera con soltanto qualche piccola modifica alla carburazione, essenzialmente per adeguarsi alle normative antinquinamento che si sono succedute negli anni, la VISA Super ebbe una folta schiera di eredi: prima arrivò la Super E che disponeva di 57 cavalli di potenza, poi la Super X, più sportiva, con motore da 1219cc per 64 cavalli di potenza e servofreno di serie.

Gli anni tra il 1979 ed il 1980 erano quelli in cui Citroën tornò al mondo delle competizioni, dopo la sostanziale sospensione delle attività sportive coincisa con la crisi finanziaria del marchio a metà degli anni '70. Per farlo, fu scelta la VISA Super da cui fu ricavata una versione da oltre cento cavalli di potenza denominata semplicemente “Rally”. 

L'auto fu presentata il 20 maggio del 1980 ma già all'inizio del 1982 i nuovi regolamenti sportivi determinarono la nascita del “gruppo B” e Citroën approntò una nuova versione chiamata VISA Trophée, basata sulla Super X e capace di 100 cavalli di potenza. 

Per la produzione di serie, nel 1981 arrivò la Super L, con lo stesso propulsore della Super E ma con allestimenti più semplici, poi, nel 1982, fu la volta della VISA Chrono: una serie speciale di mille esemplari, riservati al mercato francese. 

La Chrono era esteticamente ispirata alla Trophée ma equipaggiata con un più docile motore di 1361cc. Con 93 cavalli di potenza, un cambio a cinque marce, una plancia decisamente ben equipaggiata, la VISA Chrono fu subito un successo, al punto che l'anno successivo, il 1983, l'operazione fu riproposta con la produzione di altre 1650 Chrono, destinate a vari Paesi europei, inclusa l'Italia, dove ne arrivarono 400 esemplari.

Nel luglio del 1982, al vertice della gamma “di serie”, era arrivata la VISA Gt, equipaggiata con una meccanica simile a quella della Chrono (motore 1361cc, cambio a cinque marce), ma con 80 cavalli di potenza. Questa versione rimpiazzò la VISA Super X sui listini Citroën.

Ancora nel 1983, al Salone dell'auto di Ginevra, in collaborazione con Heuliez, Citroën presentò la VISA Cabriolet, su base VISA Super E (motore 1124cc). Successivamente, nel mese di luglio, furono variate le denominazioni commerciali dei modelli, così la VISA L divenne VISA 11E,  e la VISA Super E fu chiamata VISA 11RE.

Nell'ottobre del 1983 fu presentata la VISA 1000 Pistes (nome mutuato dall'omonimo rally), dotata del motore della Chrono portato a 112 cavalli. L'auto era inoltre equipaggiata con trazione integrale e per l'omologazione nel “gruppo B”, fu prodotta e venduta in 200 esemplari oggi ricercatissimi.

Nel 1984, nel nostro Paese, la VISA 11RE fu rimpiazzata dalla VISA 10RE, con motore da 954cc per 45 cavalli. Altra novità importante fu la presentazione della VISA Diesel (celebre lo slogan “vavavuma!”) con motore Diesel (l'XUD7) di 1769cc e 60 cavalli di potenza.

La novità sostanziale del 1984, però, è il lancio di C15: versione furgonata della VISA destinata a prendere il posto della Acadyane, a sua volta erede della celebre “Fourgonnette AK” su base 2CV. 

C15 resterà in produzione per ben ventuno anni, sino al 2005, quando Berlingo ne prenderà definitivamente il posto 

Tornando al 1985, quell'anno vide il l'arrivo di una nuova plancia di bordo, più semplice e funzionale, con tradizionali levette al posto degli originali satelliti. Ancora nel 1985 la VISA GTi prende il posto della GT ed offre un motore di 1580cc alimentato ad iniezione elettronica da 105 cavalli che la spinge a 188km/h che l'anno seguente, con la potenza portata a 115 cavalli, diverranno 192km/h.

Ma l'era della VISA volgeva al termine e l'anno successivo, con l'introduzione della nuova Citroën AX, la gamma fu decisamente ridotta, lasciando in produzione soltanto le versioni 17 Diesel e le più potenti tra quelle a benzina.

La produzione della VISA terminerà nel mese di luglio del 1988, dopo 1.222.608 esemplari costruiti, cui si sommano 31.782 vetture tipo autocarro (VISA Entreprise) e 1.181.471 furgonati C15 e 66 esemplari di C15 Electrique. 

Con 2.435.927 berline e derivate prodotte, VISA è stata un successo senza frontiere!

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